
In un’intervista rilasciata al sito Computer and Video Games, Ray Muzyka, CEO di BioWare (la casa che ha partorito “giochilli” come Neverwinter Nights, Star Wars: KotOR e Mass Effect), ha parlato, tra l’altro, di come i sequel dei videogiochi possano essere un’occasione per compiere un salto di qualità.
Alla domanda “Se le cose continueranno ad essere stimolanti, gli editori, opteranno per scommesse sicure piuttosto che uscirsene da situazioni difficili con nuove proprietà intellettuali?” Muzyka ha così risposto:
“Non lo so. Posso solo parlare per noi, e BioWare e EA sono seriamente concentrate sullo sviluppo di nuovi brand di alta qualità, ma, come saprai, anche i sequel possono essere validi e di grande spessore.
Sono eccitato all’idea di sviluppare in futuro seguiti di giochi come Mass Effect o Dragon Age: Origins.
I sequel incrementano la qualità perché hai la tecnologia e strumenti evoluti e il team (di sviluppo) sa com’è il mondo e cosa significa sviluppare qualcosa di nuovo in quello stesso universo.
Se si concentrano sulla qualità, possono davvero investire in ciò e provare ad assicurare che il nuovo tentativo sia davvero eccezionale. I seguiti permettono questi miglioramenti, nonostante alcune restrizioni, perché possono garantire la creatività, così penso che ci sia spazio sia per i seguiti sia per nuove proprietà intellettuali”.
Sappiamo che il quadro idilliaco che ci ha regalato Muzyka non corrisponde esattamente alla realtà attuale. L’elogio spassionato del concetto di sequel serve piuttosto a mascherare la volontà, delle grandi case di produzione di videogiochi, di non percorrere nuove strade, proprio per non andare incontro a possibili perdite economiche.
Se è vero che è più facile realizzare seguiti di videogiochi piuttosto che di film (proprio per i motivi che ha esposto Muzyka), l’impressione è che attualmente la strada intrapresa sia molto simile a quella che, da un bel po’ di tempo, ha scelto Hollywood: fare sequel di film che hanno ricevuto anche solo un minimo successo di pubblico, pur di guadagnare anche un solo quattrino (assicurato) in più. Con la differenza che l’economia hollywoodiana ha, nel tempo, accusato seri colpi, ma non quella del mondo dei videogiochi.
Tra l’altro è assurdo pensare che non ci siano più idee nuove da usare nei videogame, che hanno conosciuto un serio sviluppo appena trenta anni fa.
Quindi coraggio, major dei videogiochi, non abbiate paura di osare, perché noi videogiocatori non saremo insensibili ai vostri tentativi.
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