
A quanto sembra neanche gli storici capoccia di Nintendo immaginavano che il Wii avrebbe avuto un successo così clamoroso. Almeno è quello che sostiene Satoru Iwata, mitico presidente e CEO di Nintendo.
“Solo pochi anni fa -ha dichiarato Iwata-, un anno o due prima che noi lanciassimo il Wii, dubito che qualcuno dell’industria sarebbe stato capace di prevedere le attuali vendite del Wii”. Ha poi affermato: “Naturalmente, Nintendo confidava nel fatto che avremmo realizzato la console più venduta della nuova generazione. Nonostante ciò, se mi chiedete se fossimo stati in grado di prevedere la situazione attuale, non ne sarei molto sicuro, quindi ammetto che la situazione di oggi sta superando le nostre originali aspettative”.
Sapere che neanche il grande Iwata si aspettava un simile trionfo, implica delle riflessioni sul perché il Wii abbia in effetti riscosso un simile successo.
Spiegarlo in un post è ovviamente impossibile, quindi cercheremo di “mordicchiare” solo le principali ragioni.
Partiamo da un presupposto (piuttosto importante se pensiamo che parliamo di una architettura hardware): il Wii è la piattaforma meno potente di questa generazione. Ma questo -ovviamente- molti degli acquirenti lo ignorano (e forse non lo sapranno mai). Non è tuttavia una novità che nel mondo della tecnologia (e delle console) non vinca il più “forte”: la PlayStation 2 era la meno potente della sua generazione, eppure è la console più venduta di tutti i tempi. E il principale merito è stato quello di venire dopo la celeberrima PlayStation.
Ma il merito del Wii, qual è? Probabilmente l’aver trasceso con successo e disinvoltura il classico concetto di console. Giocare ad un videogame non doveva necessariamente tradursi nell’adagiarsi davanti ad un televisore, pressoché immobili, con solo un joypad nelle manine per interagire con il videogioco. Perché non offrire un approccio più diretto, se vogliamo più da “realtà virtuale”? E così Nintendo ha fatto: ecco il Wii.
E’ pur sempre stato un bel rischio proporre una innovazione del genere in un mondo come quello dei videogiochi: cosa sarebbe successo se i gamers avessero preferito i lidi più “tradizionali” di Sony e di Microsoft? E probabilmente così in parte è stato. Perché non sono stati gli hardcore gamers a sancire il successo del Wii, bensì i casual gamers. Difficile resistere in tal senso a titoli come Wii Sports, Wii Fit, Wii Music et similia; molti giocatori occasionali hanno pensato di avere tra le mani non una console di gioco, bensì un giocattolo.
Poco male, Nintendo ha comunque gradito, perché più utenti significano guadagni maggiori. Ma anche noi sosteniamo che non importa se i profitti arrivino da hardcore gamers o meno, la cosa che conta è andare avanti. A patto di proporre d’ora in poi più titoli seri, perché altrimenti potremmo iniziare a credere anche noi di avere a che fare con un gioccattolo.
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