
Il MIT Sloan School of Management è uno dei più prestigiosi istituti al mondo che studiano il mondo degli affari.
Il prossimo 6 maggio il campus della scuola terrà una conferenza, con personaggi chiave dell’industria videoludica, accademici e sviluppatori, mirata a sviscerare tutti gli aspetti del business dei videogiochi. Ospite d’onore dell’evento sarà Ken Levine, uno dei fondatori di 2K Boston e creatore di Bioshock.
I temi trattati saranno i modelli di sviluppo dei giochi MMO, la distribuzione digitale di contenuti su console e la pubblicità all’interno dei videogiochi, con ospiti d’eccezione provenienti da Google.
“Poche conferenze sull’industria dei videogiochi sono incentrate esclusivamente sul lato commerciale del mercato dei videogame” ha dichiarato Dennis Fu, uno degli organizzatori dell’evento.
Più volte -tramite i giornali o internet- abbiamo appreso che l’industria dei videogiochi, anno dopo anno, acquista un peso economico sempre maggiore. Se un’università rinomata come il MIT si interessa ad un simile business, significa che la questione sta diventando davvero seria.

La -vana- speranza è che non lo diventi troppo, perché la pubblicità non porta vantaggi a noi videogiocatori, ma neanche ai developer, che diventeranno sempre più schiavi di questa o quella società, a rischio di una salutare libertà nella proprie creazioni.
Un lustro fa, in una nota rivista di videogiochi, mi colpì la domanda di un lettore contenuta in una lettera: “Vedremo mai della pubblicità in Diablo V?“. La risposta, all’epoca, fu ovviamente no. Lo sarà anche fra qualche tempo?
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