Yoichi Wada: la gente anziana congela l’industria giapponese

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E’ da un po’ che l’industria videoludica giapponese deve confrontarsi con una sempre più agguerrita concorrenza occidentale. E parliamo soprattutto degli Stati Uniti, ma anche nella nostra amata Europa le forze in gioco sono in continua crescita.

Yoichi Wada, presidente e CEO di Square Enix, ha detto la sua in proposito, cercando di individuare il nocciolo della leggera empasse che sta vivendo l’industria del Sol Levante: il vero problema, a suo avviso, è costituito dalla “gente anziana che fa il solito vecchio lavoro“.

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“Dal punto di vista degli sviluppatori, l’industria giapponese dei videogiochi ha avuto così tanto successo che non abbiamo più assunto gente nuova“, ha dichiarato Wada. “Quindi, oggi, se fai caso ai principali designer, vedrai che hanno già superato i trent’anni di età”.

Il paragone con la situazione statunitense è d’obbligo e a tal proposito il CEO sostiene che “l’industria (americana) ha attratto diversa gente di talento dal mondo dell’informatica e dall’ambiente cinematografico, quindi gente di diversi settori si è interessata ai videogiochi e ha reso il mercato fertile, facendo sì che si producessero nuovi prodotti”.

Wada ha tutte le ragioni del mondo per “prendersela” con i dinosauri del settore, ma sarà vero che sono solo loro i colpevoli? Difficile.

In verità esiste un altro nemico dell’innovazione che si auspicherebbe al mercato giapponese: il pubblico.

Per rendersene conto basta fare caso alle scarse vendite che Microsoft -società occidentale- raccoglie in Giappone, ormai da anni, con l’Xbox 360 (e prima ancora con l’Xbox). Il motivo è presto detto: ai giapponesi non piacciono molti generi di videogiochi che il pubblico occidentale ama (FPS in testa). E questo perché sono restii ad approcciarsi alle novità, probabilmente per una certa rigidità mentale tipica della loro cultura.

Gli orientali dovranno lavorare anche su questo aspetto se vorranno riconfermare la loro superiorità, nell’ambito dell’intrattenimento elettronico, al resto del mondo.

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