
Che l’attuale generazione di console sia piuttosto diversa dalle precedenti, è un fatto ormai acclarato.
E non tanto per la rivincita di Nintendo, quanto per la probabile alta longevità delle tre macchine da gioco. A tal proposito John Riccitiello, CEO di Electronic Arts, non ha dubbi: di nuove console non ne vedremo per un bel pezzo.

“Anche se siamo in tempi incerti, continuiamo a credere che avremo un esteso ciclo di vita dell’hardware e continueremo ad assistere alla notevole crescita dei nostri vari servizi” ha dichiarato il CEO, nel corso della riunione di ieri con gli azionisti della società.
Dopo queste affermazioni, un cronista chiede perché -se di console nuove non ce ne sono- Ubisoft ha dichiarato che è già al lavoro per le future piattaforme. La risposta:
“Comunque, vorrei precisare che quella che tradizionalmente è vista come una nuova piattaforma, si ha quando l’industria, di concerto con la collettività, compie un balzo in avanti verso combinazioni di CPU e GPU più performanti, capacità di calcolo migliori, tutte caratteristiche legate a determinate scelte”, riferendosi alla contrapposizione tra le vecchie cartucce e i CD.
Ecco la parte importante: “E questi grandi cambiamenti non sono qualcosa di cui abbiamo bisogno nell’immediatezza, né qualcosa che ci aspettiamo a breve“. Più chiari di così…

Riflettendo sulle cause che probabilmente renderanno la settima generazione più lunga delle altre, ci vengono in mente due motivi principali.
Il primo ce lo suggerisce l’impressionante carriera di PlayStation 2: la console Sony ha insegnato che non conta poi molto la potenza dell’hardware, se si sa programmare a dovere la macchina. Lo testimoniano giochi come Resident Evil 5, God of War II, Metal Gear Solid 4: chi avrebbe mai pensato che simili gioconi sarebbero stati macinati da una piattaforma con un processore di 299 MHz?
In seconda analisi, è proprio l’evoluzione dell’hardware che è cambiato: di rivoluzioni topiche non ce ne sono attualmente, la conseguenza è che i tempi si dilatano. E tutto a favore di noi videogiocatori (che non dobbiamo mettere mano al portafoglio). Bello, no?
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