Altro che diplomazia, Liljegren (cofondatore ed ex CEO della software house Digital Illusions) parla chiaro e va dritto al nocciolo della questione. Per il signore la faccenda è semplice: la console Nintendo non è classificabile come “macchina da gioco”.
L’accusa è la solita: la compagnia nipponica si è accaparrata, per ovvi interessi, un pubblico di videogiocatori casual. E non è che le si possa dare facilmente torto: spulciando le statistiche, si scopre che sono già state vendute circa 67,45 milioni di Wii. Chissà se saranno raggiunte le 100 milioni di unità in meno di 5 anni e 9 mesi: è il record, imbattuto, della mitica PlayStation 2.
“Wii, a mio avviso, potrebbe essere descritto come un virus, che non alligna. Tutti ritornano a casa, è un giocattolo, la gente deve rendersi conto che il Wii è un giocattolo, non un prodotto finalizzato all’intrattenimento. La gente ritorna a casa, qualcuno gioca al Wii per un po’, pensa che è veramente fico, blah blah blah, esce fuori e ne compra uno. Chiedi alle persone quanto spesso giocano al Wii, che però non siano hardcore gamer che lo comprano perché possiedono già una Xbox 360 o una PlayStation 3″.
Il meglio arriva quando Liljegren parla dell’osannato Wii Fit: “A parte il fenomeno Wii Fit, che ha aiutato un sacco di gente a sentirsi dire da una voce aggraziata quanto fosse grassa e che doveva rimediare, hanno bisogno di trovare nuove alternative. Nintendo è intelligente e in qualche modo realizzerà che non si tratta di una macchina da gioco, questa non è una macchina da gioco per giochi”.
Alcune affermazioni starebbero bene in bocca ad una zitella acida della veneranda età di 80 anni, ma miriamo al contenuto di fondo delle vivaci dichiarazioni. Personalmente non ho mai capito perché si fa una colpa a Nintendo se -dopo terribili momenti di crisi economica- ha pensato bene di rivolgersi ai giocatori casuali.
Perché le cose -spiace enfatizzarlo- stavano così: dopo il GameCube la cara vecchia N se la passava molto male. Quindi era una follia proporre una macchina da gioco di inaudita potenza (come Xbox 360 o soprattutto PlayStation 3). Per chi ha la memoria corta è bene ricordare che PlayStation 2 era la console meno potente della sua generazione, ma fu quella che ebbe il successo maggiore. Nessuno si azzardò a dire che era rivolta ai casual gamer: eppure non è che tutti i suoi giochi fossero dei capolavori assoluti.
Credo che l’unica accusa che possa essere mossa a Nintendo è quella di aver gongolato troppo in questa nuova florida situazione: la possibilità di interagire con una console tramite comandi innovativi dovrebbe essere sfruttata meglio. Le killer application ci sono eccome, il problema è che perlopiù sono state sviluppate dalla stessa Nintendo. I developer di terze parti in effetti preferiscono dedicare seri sforzi verso altri lidi.
La mamma di Mario dovrebbe svegliarsi un po’, perché non è che di console ne escano una ogni giorno. Anzi, prima di avere una Wii 2 passerà parecchio tempo ed è quindi necessario dare il meglio con ciò che si ha al momento. Un’arte in cui proprio Nintendo era una maestra inarrivabile.
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