Roger Ebert ingrana la retro

I videogiochi non potranno mai essere arte. Questo il laconico titolo dell’articolo che Roger Ebert, competente critico cinematografico statunitense, pubblicò il 16 aprile scorso sul sito del Chicago Sun-Times. Un articolo che ha suscitato varie reazioni in tutto il mondo, senza dimenticare i 4500 commenti che l’hanno invaso.

Le motivazioni addotte da Ebert, nonché i confronti diretti tra videogiochi e arti figurative, sono interessanti. Si può essere in disaccordo, ma vale la pena ripescare, se ancora non lo avete fatto, l’articolo “incriminato”. Anche perché adesso Ebert non potrà che risultare simpatico, visto che ha in parte ridimensionato le sue opinioni originarie in un nuovo post ironicamente intitolato “Okay, kids, play on my lawn“.

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