Radiogame: imperdibile omaggio italiano alla musica videoludica

Mario Morandi, redattore di Retrogamer.it, nel 2007 ha dato il via ad un divertentissimo programma incentrato sulla musica videoludica: Radiogame.
Nel corso delle puntate, condotte come se si trattasse di una trasmissione radiofonica, sono ripresi per l’occasione numerosi brani dei videogiochi più variegati: non esistono limiti né di genere, né di tempo.

Due settimane fa è stato pubblicato il secondo episodio della nuova edizione del progetto: si spazia da Resident Evil a Super Mario Galaxy, da Broken Sword a Beyond Good and Evil.
Qui
potete trovare tutti gli episodi, mentre la pagina ufficiale su Facebook è raggiungibile da qui.

Buon ascolto!

Recensione di Sonic the Hedgehog 4: Episodio 1

Le struggenti difficoltà che Sega ha affrontato a partire dal Saturn in poi, hanno finito per segnare fatalmente anche la sorte dei videogame di Sonic.
D’altra parte è solo possibile immaginare il dissolvimento, causato dalle vicissitudini economiche, di tutte le preziosissime intelligenze che animavano la società (espresse nella loro piena magnificenza con il Dreamcast).
Proprio con Sonic Adventure, Sonic Team dimostrò che non era affatto impossibile tradurre in 3D, con successo, l’ipercinesi bidimensionale dei videogame più antichi: il vergognoso abisso segnato dal “remake” Sonic the Hedgehog (2006) è ugualmente avvenuto.

L’annuncio di Sonic the Hedgehog 4 ha così riacceso le speranze di chi attendeva il riscatto della storica mascotte dell’ex colosso. Comprensibilissimo desiderio, ma che purtroppo, almeno per il momento, in parte resterà tale.
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Bob Thornton incolpa i videogiochi della mediocrità dei nuovi film

Che negli ultimi tempi si assista ad attenzioni eccessive a seguiti, prequel, remake (anche di film usciti tre anni fa), è lapalissiano: il pattume che ne deriva anche.
Pecunia non olet, e in tempi in cui sembra che l’immaginazione umana sia scomparsa (in effetti lo è la volontà delle major cinematografiche di farvi affidamento), si fa di tutto pur di rastrellare qualche comodo dollaro.

Rintracciare le responsabilità dell’empasse che vive attualmente il mondo del cinema dovrebbe risultare facile: l’ingordigia di Hollywood.
Ma l’attore Billy Bob Thornton la pensa decisamente in altro modo. Per lui la causa principale della deludente qualità delle ultime pellicole sono i videogiochi. Della “video game-playing generation”, come l’ha definita nell’intervista rilasciata al The Daily Telegraph.

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Tim Schafer: scarsi ricavi allontanano i developer dal PC

Giusto lunedì parlavamo della difficile realtà che affrontano alcuni editori attivi nel settore PC dell’intrattenimento elettronico.

Per una piacevole coincidenza, il geniale Tim Schafer ha chiarito perché, negli ultimi tempi, si assiste sempre più ad un certo distacco delle software dal mercato dei computer.

Come era facile immaginare, c’entrano in primis i soldi: ma non sono gli sviluppatori a manifestare tale disagio, bensì i produttori.

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Perché Sony non ha replicato il successo della PS2? Risponde Phil Harrison

Stupisce ancora il successo universale ottenuto dalla PlayStation 2, apparsa nell’Unione Europea il 24 novembre del 2000: dieci anni fa esatti. Nulla poté la compianta Dreamcast (e più tardi GameCube e Xbox): ad oggi si contano 147,6 milioni di unità vendute. Un numero enorme, soprattutto se rapportato alla realtà videoludica degli anni Zero, non affermata quanto quella attuale.

Dopo una tale standing ovation tutti si aspettavano scintille dall’avvento della potente PlayStation 3. Ma questa volta, nella settima generazione, è stata Nintendo a escogitare un geniale mix tra innovazione e trovata commerciale: sebbene costituito da un hardware poco performante, il Wii ha incarnato l’intimo desiderio di ogni giocatore di “vivere” letteralmente il videogame. E il mercato l’ha premiato, anche per via del suo basso costo.
Mentre la PlayStation 3, una volta arrivata, era già troppo in ritardo. E a causa dell’elaborato hardware, il suo prezzo (vero biglietto da visita di una console) era esorbitante sia in termini assoluti, sia in termini relativi: il confronto con Wii fu disastroso.

Una lunga e approfondita disamina, condotta da Eurogamer, tenta di individuare le cause delle “défaillance” della PS3. Tra gli altri è stato intervistato Phil Harrison, ex capo di Sony Worldwide Studio, figura chiave nel lancio dell’ultima macchina.

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Olografia e videogiochi: Sony inizia a pensarci su

Difficile, al momento, immaginare qualcosa di più simile alla realtà virtuale dell’olografia.
E’ ovviamente ancora presto per parlarne seriamente (i televisori 3D già fanno fatica ad imporsi), ma è innegabile che tale tecnologia eserciti un fascino particolare nel campo dell’intrattenimento elettronico: la proiezione totale del giocatore all’interno del medium stesso è probabilmente il futuro del settore. E d’altra parte è fondato su questo principio il debutto di macchine come Kinect, Wii e PlayStation Move.

Sony è all’avanguardia per quanto riguarda la commercializzazione dei primi videogame in 3D. Così Mick Hocking, studio director di SCEE, in un’intervista rilasciata a Develop espone le potenzialità, al momento solo sfiorate, dei più recenti prodigi dell’elettronica.

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Focus Home Interactive: “Mercato dei PC impossibile per i piccoli editori”

Sono tante le ragioni che hanno portato il mercato dei videogiochi per PC a diradarsi costantemente.
Si potrebbe iniziare parlando della pirateria, per poi maledire gli sgradevoli esborsi cui sono costretti gli utenti PC quando aggiornano le loro macchine.
Il risultato è che un numero sempre crescente di videogame viene dirottato su console (il caso di Alan Wake è emblematico), chiudono alcune software house che hanno sviluppato titoli per PC (perché in pochi li hanno rimediati legalmente): il mercato del settore si indebolisce inesorabilmente.

Cédric Lagarrigue, CEO di Focus Home Interactive (editore francese indipendente), è ritornato sul tema, aggiungendo considerazioni non meno preoccupanti: a suo avviso è assurdo aspettarsi che una piccola casa di produzione possa vendere i suoi prodotti direttamente nei negozi, prescindendo così dal digital delivery.

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Achievements: elogio delle sottigliezze più intime di un videogioco

Quando Internet ancora non c’era (e perfino negli anni ’90, prima di diffondersi, occorse svariato tempo), il giocatore possedeva probabilmente un rapporto estremamente intimo, molto personale con il titolo di turno.
Certo, con amici e parenti era possibile giocare insieme, discutere di un videogame, scambiarsi trucchi scoperti con compiaciuta soddisfazione.
Ma una volta ritornati alla “solitudine”, il nostro cervello era libero di vagare, edificare vertiginosi castelli di fantasia su un determinato livello, rendendo così unica l’esperienza di gioco.

Tale libertà oggi non è certo negata, ma con l’avvento della Grande Rete è come se la magia d’un tempo fosse leggermente fiaccata. Per fortuna le software house sono indirettamente riuscite a restituirci quel che Internet ci ha “preso in prestito”: tutto grazie agli achievements.

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Sceneggiatori di videogiochi: realtà in fermento e poco agevole

Eccezion fatta per pochi titoli, nel recente passato la maggior parte dei videogame non richiedeva certo imprese faraoniche per comporre una sceneggiatura decente: data la semplicità dei giochi, non erano richieste doti sovrumane e soprattutto personale ad hoc.
Naturalmente alcuni generi erano più attenti di altri ai copioni: molti dei punta e clicca più famosi devono il loro successo ad una brillante cura dei dialoghi.

Nel corso degli anni le figure professionali rivolte allo sviluppo dei videogame sono aumentate: individuare specifiche competenze è fondamentale per ottimizzare al meglio il lavoro da svolgere.
Una delle mansioni che sicuramente ha acquisito (e acquisirà) sempre più importanza è quella dello sceneggiatore.
Il New York Observer ha esplorato le opportunità offerte da un simile mestiere, concentrandosi in particolare sulle esperienze raccontate da giornalisti passati dall’altra parte della barricata: quella dei videogiochi.
Purtroppo -lo anticipiamo- dall’articolo non è emersa una visione molto serena…

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