I media tratti da Batman sono (quasi) sempre i migliori. Perché?

Film (animati e non), serie tv, videogiochi: Batman si riconferma sempre come l’unico fumetto che riesce quasi sempre a catalizzare nel modo giusto le attenzioni di tutti i media.

E qualche ragione ci sarà pure: conducendo una sorta di processo di reverse engineering dei meriti artistici del Cavaliere Oscuro, è possibile estrapolare quelle caratteristiche universali capaci di elevare qualunque videogioco.

C’è un aspetto noto che contraddistingue Batman dalla stragrande maggioranza dei supereroi più celebri: l’assenza di superpoteri. Potrebbe sembrare secondario, ma in realtà questa differenza segna profondamente il modo con cui un fumettista si pone di fronte all’Uomo Pipistrello.
La mancanza di qualità sovrumane rappresenta in effetti una zavorra magica per la narrazione delle avventure: quando è richiesto, si può appesantire adeguatamente la trama; nei contesti più scanzonati si rappresenta invece il lato eccezionale, supereroico e saggio dell’eroe, capace a volta di imprese sorprendenti a mani nude.

E’ questo il punto di partenza della maggior parte delle virtù del fumetto di Batman, che genera (o enfatizza) tutta una serie di qualità uniche, che il regista/designer attento sa innestare nella propria opera. Una sorta di corrispondenza biunivoca che merita di essere indagata:

  • Iperrealismo come ponte per la fantasia: ne è un esempio Batman: Arkham Asylum. In molti hanno accusato tale titolo di presentare una grafica eccessivamente “plasticosa”. Critica comprensibile, ma è probabile che gli sviluppatori l’abbiano fatto apposta: popolare un mondo con personaggi che ricordano le statue del museo della cera, rende credibile il viaggio del videogiocatore.
    L’iperrealismo è come un’altalena. Ti illudi di toccare il cielo con un dito, ma oscilli sempre per un punto intermedio bassissimo: stai volando tenendo i piedi quasi per terra.
  • Introspezione psicologica: Nel Cavaliere Oscuro si parla spesso di tragedie. Le tragedie si traducono in conseguenze spiacevoli, talvolta devastanti (vedi il Joker), per le persone. E persone tormentate esibiscono psicologie complesse, che attirano la curiosità dello spettatore. Saper svelare parte dei segreti di una mente malata affascina sempre.
  • Umanizzazione dell’eroe: tutti noi potremmo essere Batman. Soprattutto le suore, che possiedono già l’abito adatto.
    Bruce Wayne è un semplice eccezionale essere umano. Nella contraddizione in termini si insinua la fantasia del fruitore, che immagina di imitare le gesta del suo beniamino: il tutto aumenta l’immedesimazione, carta vincente per rendere carismatica un’opera.
  • Cupezza: può sembrare strano, visto che quando si è depressi non ci si diverte tanto, ma le atmosfere cupe e malinconiche favoriscono un clima che amplifica le emozioni umane. Anche se il prezzo da pagare è la tristezza; in fondo, tutti ricordate con un senso di nostalgia/malinconia Blade Runner? Eppure non lo fareste, se non vi facesse piacere.

Questi sono i pregi che ho ricavato io, voi quali proponete (magari in prestito da altri fumetti/opere)?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *