Il silenzio degli innocenti (a volte mica tanto) videogiochi scaricabili

Digital delivery.
Da incensare, per carità: la possibilità di reperire videogame da Internet ha aperto una miriade di porte, che un tempo neanche si immaginavano.

Mi viene da pensare subito a Steam: tanti bei videogiochi venduti a basso prezzo, e acquistabili tenendo le parti più nobili del nostro corpo ben salde sulla sedia.
Eppure mi vien da pensare anche a tutti quei videogiochi -il cui numero in futuro forse accrescerà- che escono, anzi nascono, sotto forma di episodi: in un tempo non meglio precisato saranno poi “completati”.
Il rischio in cui incorrono alcuni videogiochi sorti sotto tali auspici è che siano figli di un dio minore. E faccio due nomi recentissimi: From Dust e Age of Empires Online.

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Tim Schafer: scarsi ricavi allontanano i developer dal PC

Giusto lunedì parlavamo della difficile realtà che affrontano alcuni editori attivi nel settore PC dell’intrattenimento elettronico.

Per una piacevole coincidenza, il geniale Tim Schafer ha chiarito perché, negli ultimi tempi, si assiste sempre più ad un certo distacco delle software dal mercato dei computer.

Come era facile immaginare, c’entrano in primis i soldi: ma non sono gli sviluppatori a manifestare tale disagio, bensì i produttori.

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Focus Home Interactive: “Mercato dei PC impossibile per i piccoli editori”

Sono tante le ragioni che hanno portato il mercato dei videogiochi per PC a diradarsi costantemente.
Si potrebbe iniziare parlando della pirateria, per poi maledire gli sgradevoli esborsi cui sono costretti gli utenti PC quando aggiornano le loro macchine.
Il risultato è che un numero sempre crescente di videogame viene dirottato su console (il caso di Alan Wake è emblematico), chiudono alcune software house che hanno sviluppato titoli per PC (perché in pochi li hanno rimediati legalmente): il mercato del settore si indebolisce inesorabilmente.

Cédric Lagarrigue, CEO di Focus Home Interactive (editore francese indipendente), è ritornato sul tema, aggiungendo considerazioni non meno preoccupanti: a suo avviso è assurdo aspettarsi che una piccola casa di produzione possa vendere i suoi prodotti direttamente nei negozi, prescindendo così dal digital delivery.

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Videogame a metà: la soluzione di Codemasters per il mercato dell’usato

Forse su PC il nemico numero uno del commercio dei videogiochi resta sempre la pirateria, ma evidentemente sul versante console la situazione è ben diversa. A quanto pare la vera nemesi dei producer, in questo settore, è il mercato dell’usato.
Non si spiega altrimenti l’accanimento -esibito soprattutto negli ultimi anni- contro il fenomeno della rivendita dei videogame. Per intenderci: la principale occupazione di catene come GameStop e EB Games.

A suggerire una soluzione per il problema ci pensa Rod Cousens, CEO di Codemasters: vendere all’utente una parte del gioco, per poi permettergli -previo pagamento- di scaricare il resto da internet.

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In vista i primi sintomi dell’empasse tecnologico

Microsoft, Sony e Nintendo non celano l’intenzione di prolungare il ciclo di vita delle loro attuali console. Il colosso di Redmond ha già chiarito che, con il debutto dell’Xbox 360 S, non si vedranno altre sue piattaforme almeno fino al 2015.
Mentre le altre due case al momento preferiscono glissare: con PlayStation Move, Wii Party et similia è difficile credere che stiano per lanciarsi in nuovi, onerosi, progetti hardware.

Un segnale emblematico delle attuali strategie dei producer lo fornisce proprio Microsoft, che non intende proporre agli utenti Xbox Live i remake in HD dei giochi più celebri della prima console. Phil Spencer, un dirigente della società americana, intervistato da IGN ha ben esposto il suo pensiero: “Non credo che sia necessariamente una cattiva idea. Penso dalla prospettiva di un cliente, e davvero stiamo offrendo all’utente qualcosa di valore al prezzo che vorrebbe?”.

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Sonic Fan Remix: quando i fan riescono meglio dei professionisti

Esiste solo una cosa più difficile del conseguimento dell’eccellenza: mantenerla. Sega purtroppo non ha evitato nella decade che sta per concludersi vistosi passi falsi. E a risentirne è stata anche la qualità dei giochi dedicati alla storica mascotte blu.

Da una settimana l’attesissimo Sonic the Hedgehog 4 è uscito su Xbox 360, PlayStation 3, Wii e iPhone. I videogiocatori che hanno scorrazzato -nei bei tempi andati- insieme al porcospino più veloce del mondo, incorreranno facilmente in una delusione provando il nuovo lavoro di Sonic Team/Dimps. Ma ne parleremo approfonditamente fra qualche giorno, nella recensione del titolo.

Mesi fa sono comparsi su YouTube dei video di un progetto amatoriale dedicato al mitico riccio: Sonic Fan Remix. Una sorta di rivisitazione in HD del gameplay della serie originale degli anni ’90.
Giusto oggi è uscita la versione giocabile, da completare in futuro, che potete scaricare da questo link: download (Sonic Retro).

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Dopo 16 anni Sonic 4 è realtà

Fulmine (o sogno?) a ciel sereno.

Sega ha svelato il titolo del videogame che si celava dietro l’enigmatico nome in codice “Project Needlemouse“: non è altro che Sonic the Hedgehog 4, il sequel diretto della saga originale iniziata nel lontano 1991 (il terzo capitolo uscì nel 1994). Dopo il salto le prime succose indiscrezioni…

AGGIORNAMENTO (5 febbraio): In realtà non c’è molto di nuovo sotto il sole. Sega ha confermato che il gioco sarà disponibile esclusivamente via digital delivery. Inediti mondi saranno il teatro di epici scontri con il mitico Dr. Eggman, e Sonic avrà dalla sua le antiche mosse (Spin Dash, Rolling Attack e il più recente Homing Attack). Fra quattro giorni ne sapremo qualcosa in più.

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Tra PlayStation 3, Wii e Xbox 360 si inserisce Evo Smart

Evo Smart Console Envizions

Il mercato delle console casalinghe ha ormai da tempo tre esponenti fissi: Sony, Nintendo e Microsoft. Ogni altro tentativo di entrare in questo mondo per un quarto concorrente è stato assolutamente fallimentare. Cosa succede, allora, quando una quarta casa produttrice decide di lanciare una nuova console sul mercato? Parlare di Davide e Golia sarebbe forse diminutivo.

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Andrew House, presidente Sony: “Lunga vita ai supporti fisici”

andrew-house

Buone nuove, soprattutto per i tradizionalisti, da Sony Computer Entertainment Europe. Le parole di Andrew House, presidente del colosso, hanno rassicurato tutti: i supporti fisici non scompariranno.

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