Sondaggio: per il 54% degli adulti statunitensi i giochi violenti influenzano la società

Si sa, i sondaggi sono fondati parzialmente sulla statistica: l’unica scienza che consente a più esperti di giungere a conclusioni diverse, come sosteneva l’umorista Evan Esar.
E’ quindi saggio premunirsi di una certa cautela quando si raccolgono i frutti di tali indagini, confidando comunque -ove possibile- nella bontà del lavoro svolto dalla società interessata. Non è quindi folle ritenere rappresentative di una determinata realtà le conclusioni generali di una ricerca.

Un sondaggio telefonico, commissionato dalla società nordamericana Rasmussen Reports, è giunto a questo verdetto: il 54% degli adulti americani ritiene che i videogiochi violenti influenzino nefastamente la società. I risultati sono concordi con quelli ottenuti da uno studio simile (della stessa azienda) svolto nel mese di aprile.

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Francia, omicidio mancato: troppa violenza nei videogame

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Francia. Raymond Yeddou, un ragazzino di soli tredici anni, ha caricato un fucile, prima di andare a scuola, per far fuori una sua insegnante. Il tentativo di omicidio è stato sventato, per fortuna, prima che il ragazzo portasse a termine qualcosa di irreparabile. Non abbiamo sbagliato tema, anzi: sono state fatte delle accuse -le solite- che hanno coinvolto a pieno titolo il mondo dei videogame.
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Censure nei videogiochi: ecco qualche esempio

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Le critiche ai videogiochi si fanno sempre più fitte. Queste molto spesso si trasformano in vere e proprie censure, che culminano dunque in tagli e “menomazioni” per alcuni prodotti. Di seguito riportiamo una lista degli esempi più eclatanti e che tanto hanno fatto discutere.

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Quando i videogiochi invadono i tribunali…

Abbiamo oggi a ruolo la causa tra PcBox contro Nintendo. L’udienza è aperta, parola alla difesa. Ecco i fatti. Tempo addietro, un’ordinanza del giudice di Milano aveva bloccato la vendita di cartucce R4 sul sito italiano PcBox.

Per chi non lo sapesse, l’R4 è un dispositivo in grado di far girare su Nintendo DS le ROM dei giochi commerciali, violando così i diritti di copyright. Ma c’è dell’altro. Questa flashcard èin grado di far girare anche programmi del tutto legali e svincolati da qualsiasi copyright, i cosiddetti homebrew insomma. Trattasi di giochi o programmi creati da utenti e rilasciati gratuitamente sul web.
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Lotta alla pirateria: il DRM è un “male” realmente necessario?

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DRM. Non è una parolaccia, anche se molti non sono d’accordo.

L’acronimo sta per Digital Rights Management; indica tutti i modi nei quali i titolari di diritto d’autore possono proteggere le proprie opere. Che, nel nostro caso, sono i videogiochi.

Quindi, in soldoni, parliamo dei sistemi antimasterizzazione, del limite di installazioni su un singolo computer et similia. Il problema è che spesso tali contromisure hanno il solo effetto di rendere inutilmente difficile la vita a noi giocatori; da qui la domanda topica: il DRM è un “male” realmente necessario?

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Unione Europea contro Nintendo: ridotta la maxi-multa

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Nel 2002 l’Unione Europea condannò Nintendo (e altri produttori, tra i quali l’italiana GIG) al pagamento di 149,128 milioni di euro. Il motivo? Concorrenza sleale, dovuta alla modifica, operata tra il 1991 e il 1997, dei prezzi dei prodotti del colosso giapponese, che risultavano diversi da Paese a Paese.

La decisione non andò giù a Nintendo, che annunciò che si sarebbe appellata in tutti i modi possibili e immaginabili. Qualche risultato, in fin dei conti, c’è stato: pochi giorni fa è stata ridotta la maxi-multa, che è scesa alla cifra di 119,24 milioni.

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David Perry: la pirateria è una battaglia impossibile da vincere

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Nell’articolo sulla reazione dell’ESA alla condanna dei creatori di The Pirate Bay, abbiamo colto l’occasione per proporre una soluzione al crescente problema della pirateria dei videogiochi.

David Perry, celebre game designer, è ritornato sull’argomento tramite il suo blog, sostenendo che la pirateria non sarà sconfitta fino a quando le case produttrici non opereranno profonde modifiche ai modelli dei propri business.

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ESA al settimo cielo per la condanna dei creatori di Pirate Bay

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La notizia della condanna dei creatori di The Pirate Bay, celebre sito svedese per l’indicizzazione di file torrent per la rete BitTorrent, sta facendo il giro del mondo. E a ben donde, visto che la sentenza avrà inevitabili effetti in molti campi, dalla musica alla cinematografia. Ed interesserà anche i videogiochi

Proprio su questo punto è intervenuta con entusiasmo l’ESA (Entertainment Software Association), per voce del suo CEO Michael Gallagher.

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