Sonic CD: ciò che è stato, che sarebbe potuto essere e che forse sarà

E’ di una settimana e poco più l’annuncio della rivisitazione in HD di Sonic CD, platform apparso nel ’93 sul travagliato Mega-CD e nel ’96 su PC.

A mio avviso non eccezionale sotto il punto di vista del gameplay (Sonic the Hedgehog 2 prima e Sonic 3 poi l’hanno surclassato sotto molti aspetti), ma guai a dire altrettanto della folgorante colonna sonora o delle clip animate

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Sonic and the Secret Rings, Unleashed, Colors, Sonic 4, Generations: ma a Sonic non verrà un bel mal di testa?

Quando uscì nel 2007 Sonic and the Secret Rings (ben quattro anni dopo il discreto e atipico Sonic Heroes), pensai: “Sonic in una fiaba? Strano, ma un bel platform, questa volta, ci sta tutto”. Errore.
Quello che Sega stava iniziando a fare era risondare il terreno -un terreno che lustri prima lei stessa aveva creato, ma di cui evidentemente non serbava più la dovuta memoria- dopo il disastroso tracollo segnato dal remake Sonic the Hedgehog (2006). Alcuni dei videogiochi (e anche altri) elencati nel titolo di questo post sono infatti una logica conseguenza della mentalità di un disperato che spara nel mucchio, cercando di colpire qualcosa quasi alla cieca.

In un approfondito articolo di Wired.com, intitolato Sonic the Hedgehog 4 Is Sonic’s Last Chance, l’articolista John Mix Meyer analizza il gameplay dei capitoli megadriviani, confrontandolo con quello del recente Sonic 4. Ma il punto più interessante, che non condivido, è che secondo l’autore “l’inizio della fine” è stato segnato non dai titoli-tentativi prima richiamati, ma da Sonic Adventure.

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Recensione di Sonic the Hedgehog 4: Episodio 1

Le struggenti difficoltà che Sega ha affrontato a partire dal Saturn in poi, hanno finito per segnare fatalmente anche la sorte dei videogame di Sonic.
D’altra parte è solo possibile immaginare il dissolvimento, causato dalle vicissitudini economiche, di tutte le preziosissime intelligenze che animavano la società (espresse nella loro piena magnificenza con il Dreamcast).
Proprio con Sonic Adventure, Sonic Team dimostrò che non era affatto impossibile tradurre in 3D, con successo, l’ipercinesi bidimensionale dei videogame più antichi: il vergognoso abisso segnato dal “remake” Sonic the Hedgehog (2006) è ugualmente avvenuto.

L’annuncio di Sonic the Hedgehog 4 ha così riacceso le speranze di chi attendeva il riscatto della storica mascotte dell’ex colosso. Comprensibilissimo desiderio, ma che purtroppo, almeno per il momento, in parte resterà tale.
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Perché Sony non ha replicato il successo della PS2? Risponde Phil Harrison

Stupisce ancora il successo universale ottenuto dalla PlayStation 2, apparsa nell’Unione Europea il 24 novembre del 2000: dieci anni fa esatti. Nulla poté la compianta Dreamcast (e più tardi GameCube e Xbox): ad oggi si contano 147,6 milioni di unità vendute. Un numero enorme, soprattutto se rapportato alla realtà videoludica degli anni Zero, non affermata quanto quella attuale.

Dopo una tale standing ovation tutti si aspettavano scintille dall’avvento della potente PlayStation 3. Ma questa volta, nella settima generazione, è stata Nintendo a escogitare un geniale mix tra innovazione e trovata commerciale: sebbene costituito da un hardware poco performante, il Wii ha incarnato l’intimo desiderio di ogni giocatore di “vivere” letteralmente il videogame. E il mercato l’ha premiato, anche per via del suo basso costo.
Mentre la PlayStation 3, una volta arrivata, era già troppo in ritardo. E a causa dell’elaborato hardware, il suo prezzo (vero biglietto da visita di una console) era esorbitante sia in termini assoluti, sia in termini relativi: il confronto con Wii fu disastroso.

Una lunga e approfondita disamina, condotta da Eurogamer, tenta di individuare le cause delle “défaillance” della PS3. Tra gli altri è stato intervistato Phil Harrison, ex capo di Sony Worldwide Studio, figura chiave nel lancio dell’ultima macchina.

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Olografia e videogiochi: Sony inizia a pensarci su

Difficile, al momento, immaginare qualcosa di più simile alla realtà virtuale dell’olografia.
E’ ovviamente ancora presto per parlarne seriamente (i televisori 3D già fanno fatica ad imporsi), ma è innegabile che tale tecnologia eserciti un fascino particolare nel campo dell’intrattenimento elettronico: la proiezione totale del giocatore all’interno del medium stesso è probabilmente il futuro del settore. E d’altra parte è fondato su questo principio il debutto di macchine come Kinect, Wii e PlayStation Move.

Sony è all’avanguardia per quanto riguarda la commercializzazione dei primi videogame in 3D. Così Mick Hocking, studio director di SCEE, in un’intervista rilasciata a Develop espone le potenzialità, al momento solo sfiorate, dei più recenti prodigi dell’elettronica.

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Tim Schafer è pronto per Psychonauts 2: lo sarà anche il pubblico?

Quello di Psychonauts (2005) è uno dei casi più emblematici delle tristi conseguenze causate da una visione scellerata dell’intrattenimento elettronico. Tipica, a onor del vero, dei nostri tempi.
Spassosissimo e intelligente platform game, il titolo, creato dal poliedrico Tim Schafer – il genietto dietro sciocchezzuole come Full Throttle, Grim Fandango e Brütal Legend, non incontrò il meritato successo di pubblico, pur avendo debuttato su PC, Xbox e PlayStation 2.

Il perché apparve chiaro già allora: il videogame era fondato su antichi e sani canoni, ovviamente lontani dai gusti pacchiani che molte software house moderne -spinte probabilmente dai producer- propinano al popolo dei videogiocatori.
Ciononostante il buon Schafer, per nostra fortuna, ancora non demorde: si è detto addirittura disponibile a sviluppare il seguito per PlayStation Network

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Cuba contro Black Ops per l’inscenamento dell’attentato a Castro

Call of Duty: Black Ops, settimo capitolo -sviluppato da Treyarch– dell’apprezzata saga shooter, è uscito in contemporanea mondiale (escluso il Giappone) due giorni fa.
Critica e pubblico l’hanno già incensato, ma c’è chi ha esibito qualche “rimostranza”.

Tra le missioni che compongono il single player, ce n’è una ambientata a L’Avana: il giocatore ha il compito di assassinare un giovane Fidel Castro. Ma è bene precisare -ai fini della notizia- che il tentativo fallisce.
Eppure tanto è bastato per suscitare le ire del Líder máximo, che ha dichiarato: “Quello che gli Stati Uniti non sono riusciti a portare a termine in più di 50 anni, ora provano a farlo virtualmente”.

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In vista i primi sintomi dell’empasse tecnologico

Microsoft, Sony e Nintendo non celano l’intenzione di prolungare il ciclo di vita delle loro attuali console. Il colosso di Redmond ha già chiarito che, con il debutto dell’Xbox 360 S, non si vedranno altre sue piattaforme almeno fino al 2015.
Mentre le altre due case al momento preferiscono glissare: con PlayStation Move, Wii Party et similia è difficile credere che stiano per lanciarsi in nuovi, onerosi, progetti hardware.

Un segnale emblematico delle attuali strategie dei producer lo fornisce proprio Microsoft, che non intende proporre agli utenti Xbox Live i remake in HD dei giochi più celebri della prima console. Phil Spencer, un dirigente della società americana, intervistato da IGN ha ben esposto il suo pensiero: “Non credo che sia necessariamente una cattiva idea. Penso dalla prospettiva di un cliente, e davvero stiamo offrendo all’utente qualcosa di valore al prezzo che vorrebbe?”.

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Microsoft: 3-D poco più di un “esperimento scientifico”

Immagino che molti di voi si siano chiesti quale sarà il futuro tecnologico che investirà il settore dell’intrattenimento elettronico nei prossimi anni. Non è un mistero che l’attuale generazione di console (la settima) rappresenti un’anomalia sotto il profilo tecnico (e non solo…): Wii e PlayStation 3 sono in giro da quasi quattro anni, Xbox 360 anche da più tempo, eppure le case di produzione tacciono su eventuali nuove console e ripiegano su “upgrade” vari; Kinect, PlayStation Move e le svariate periferiche riservate alla piattaforma Nintendo. E’ evidente che non si sa al momento dove andare a parare, soprattutto se i riflettori sono puntati sul luccicante 3-D stereoscopico, innovazione che di qui a poco sarà integrata nei televisori più moderni.

La domanda vien da sé: chi crede in questa giovane tecnologia? Non sono infatti pochi gli scettici e Phil Spencer di Microsoft Games Studios ha espresso pesanti perplessità al riguardo, spezzando tuttavia una lancia in favore dell’imminente Nintendo 3DS.

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