I media tratti da Batman sono (quasi) sempre i migliori. Perché?

Film (animati e non), serie tv, videogiochi: Batman si riconferma sempre come l’unico fumetto che riesce quasi sempre a catalizzare nel modo giusto le attenzioni di tutti i media.

E qualche ragione ci sarà pure: conducendo una sorta di processo di reverse engineering dei meriti artistici del Cavaliere Oscuro, è possibile estrapolare quelle caratteristiche universali capaci di elevare qualunque videogioco.

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Dal cinema al videogioco: Ghostbusters

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I videogiochi sviluppati da famose licenze cinematografiche hanno spesso deluso un po’ tutti, ma gli ultimi titoli stanno segnando una svolta, al grande successo di Batman si aggiunge il bellissimo “Ghostbusters”, che prende il meglio di film e serie animate aggiungendo elementi interessanti e divertenti.

A tutti i fan degli acchiappafantasmi, questo titolo offre delle chicche non da poco…

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Lo strano caso di Batman: Arkham Asylum

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Incredibile, non c’è che dire. Non ditemi che non avete pensato la stessa cosa una volta messe le manine sul titolo (con la “t” maiuscola) di Rocksteady Studios.

Un videogioco che finalmente rende giustizia alla sua fonte d’ispirazione (in questo caso il fumetto del Cavaliere Oscuro) e al contempo fa divertire come pochi altri action game. Mai visto mai.

E’ evidente che è stata ricercata una miscela elaborata e precisa per ottenere un simile effetto “a doppio taglio”, nel senso positivo dell’espressione. In realtà il colpo di genio è ben visibile. Forse per la prima volta gli sviluppatori hanno capito cosa costituisce veramente il materiale da cui deve essere tratto un videogioco: una miniera d’oro, che se non sfruttata (o peggio ignorata) si trasforma inevitabilmente in un immenso deposito di letame.

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Avatar: faville tecniche anche in forma videoludica

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L’attesa inerente il prossimo, già annunciato, capolavoro cinematografico di James ‘Jimmy’ Cameron cresce sempre più, così come quella relativa alla sua trasposizione videoludica (curata da Ubisoft), pronta ad invadere il mercato delle console nel corso del 2010.

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Possibili scene di stupro nel videogame di Judge Mathis

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In Italia il nome Judge Mathis non dice molto, ma negli Stati Uniti è un serial tv giudiziario discretamente popolare, in onda dal 1999.

Protagonista del telefilm è Greg Mathis, un vero giudice (ormai in pensione). Ai microfoni di Yahoo! Games, il personaggio ha rivelato che gli piacerebbe realizzare, insieme al regista Matty Rich, il tie-in dello show. Ha anche dichiarato che nell’ipotetico videogioco si potrebbe assistere a degli stupri nelle carceri.

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Shadow of the Colossus debutterà sul grande schermo

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Nel panorama videoludico sono rari i videogiochi che riescono a divertire e allo stesso tempo incantare grazie al proprio valore artistico. Shadow of the Colossus appartiene a questa schiera di eletti. Uscito in Europa nel 2006, il lavoro del Team Ico (sì, proprio la software house che lavorò al famoso Ico) fu un successo di pubblico e di critica.

Oggi è stato reso noto che Sony Pictures intende realizzare un film basato sul videogame.

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I Razzie Awards conferiscono il premio alla carriera ad Uwe Boll

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Non sarà facile crederlo, ma quello che vedete nell’immagine (l’uomo a destra) non è un pugile, ma un regista cinematografico. Si chiama Uwe Boll.

La qualità dei film ispirati ai videogiochi è purtroppo un annoso problema e il Dr. Boll è la perfetta incarnazione della questione. Probabilmente perché è un regista da strapazzo.

La 29esima edizione dei Golden Raspberry Awards (corrispondenti agli oscar dei peggior film) ha premiato la sua implacabile volontà nell’infangare il nome di celebri videogiochi, realizzando film sotto la soglia della umana decenza, conferendogli il “prestigioso” Premio alla Carriera (non assegnato dal 1987) e quello di Peggior regista del 2008. E per un pelo una sua pellicola, In the Name of the King, non è stata nominata Peggior film.

A questo punto non possiamo non proporvi alcuni dei momenti più deliziosi che hanno scandito la particolare carriera del regista tedesco:

1) Nel 2006 apostrofò con il termine “ritardati” due critici americani che recensirono molto negativamente il dimenticabile Alone in The Dark (ovviamente un film di Boll).

2) Nell’aprile del 2008 il giornale The Guardian pubblicò un articolo nel quale dichiarava che il regista avrebbe finalmente rinunciato ad umiliare ulteriormente il cinema, a patto che una petizione su PetitionOnline -che chiedeva al Dr. Boll di cessare la sua attività- avesse raggiunto 1 milione di firme (al momento è a quota 350.000 e se volete partecipare questo è l’indirizzo).

3) E’ ormai entrata nella leggenda la lunghissima lite tra il regista e Michael Bay; la diatriba ebbe il suo splendido culmine quando Boll sfidò Bay ad un match di box (il nostro amico tedesco, come avrete intuito dall’immagine, è un appassionato di questo sport…).

L’ironico spunto offerto dai Razzie Awards può trasformarsi in una seria occasione per condurre una breve disamina su come la cinematografia dei nostri tempi concepisca i film tratti dai videogiochi.

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I videogiochi tratti da film sono immuni dalla critica

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Il magazine britannico MCV ha realizzato una originale intervista, con più publisher del mondo dell’intrattenimento elettronico, sull’importanza che riveste l’accoglienza della critica nel successo commerciale di un videogioco tratto da un film.

Jonathan Bunney, produttore esecutivo della serie di Harry Potter, sostiene che “i videogiochi tratti da film subiscono più critiche perché hanno una esposizione maggiore”.

Coglie nel segno David Tyler, capo della sezione marketing di Activision Blizzard, ricordando che “diversi titoli basati su licenze sono rivolti a bambini, molti dei quali non fanno differenza tra un voto di 7 e uno di 9 dato a un videogioco”.

Forse si tratterà della scoperta dell’acqua calda, ma adesso abbiamo anche una indiretta conferma degli editori: la qualità dei tie-in è spesso posta in secondo piano.

Non solo, ma viene il sospetto che l’andazzo andrà solo peggiorando nel tempo. Il recente caso del videogame di Saw è un chiaro esempio al riguardo. Certo, è bene non fare di tutta l’erba un fascio; Spiderman 2, Hulk, Lego Indiana Jones: Le avventure originali, Harry Potter e l’ordine della fenice, si tratta in tutti i casi di titoli che hanno onorato la pellicola da cui sono tratti.

Per non parlare poi di The Chronicles of Riddick: Escape from Butcher Bay, clamoroso esempio di come un tie-in possa non solo eguagliare lo spessore della propria “fonte”, ma addirittura superarlo.

Peccato che si tratti di casi molto rari.

Annunciato Lego Prince of Persia

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L’esordio dei mitici mattoncini colorati nel mondo dei videogiochi non è una novità. Prima ancora di Lego Star Wars, Lego Indiana Jones e del recentissimo Lego Batman, la celebre società danese debuttò negli anni ’90 nel mondo dell’intrattenimento elettronico con altri titoli, meno elaborati ma perfettamente in grado di divertire i più piccini.

Ancora una volta, la società danese ha pensato bene di sfruttare la futura uscita di un film (previsto per il 2010) per proporre un nuovo tie-in. La pellicola in questione è Prince of Persia: The Sands of Time, ispirato all’omonimo videogame del 2003. Quindi, a conti fatti, Lego Prince of Persia sarà un videogioco tratto da un film che a sua volta è tratto da un altro videogame. Certo che il mondo degli affari è davvero complicato…